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Nanni Moretti-Parlons italien. C'era una volta la storia di Nanni Moretti

C’éra una volta : Nanni Moretti

Ciao a tutti ! Come state? Dans cet article de la rubrique C’era una volta… découvrez l’histoire de Nanni Moretti, l’un des réalisateurs les plus importants du cinéma italien. Depuis plus de cinquante ans, il raconte sa vie, ses doutes et les changements de l’Italie avec beaucoup d’humour et de sensibilité. Vous le connaissez de nom ? Avez vu l’un de ses films ? Êtes un fan inconditionnel ? Quelque soit votre degré d’intimité avec Nanni, cet article en bilingue, avec audio et vidéo est un shoot de culture et d’apprentissage de la langue italienne. Siete pronti per la storia di Nanni Moretti? Pronti? Via!🚀

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L’ispirante storia di Nanni Moretti

C’era una volta… Ecco la storia di un ragazzo che aveva un sogno nel cassetto. Nasce in 1953 a Brunico, in Alto Adige, ma è romano a tutti gli effetti. All’anagrafe è Giovanni Moretti, ma per tutti è solo Nanni. Figlio di due professori, è cresciuto a Roma, tra libri, scuola e una grande passione per il cinema.

Da adolescente passa molto tempo in piscina, dove gioca a pallanuoto, una passione che lo porterà fino alla nazionale italiana juniores. Ma ad appassionarlo sono anche la politica e le sale cinematografiche. Guarda i film degli altri e sogna di raccontare le proprie storie.

Dopo il liceo, Nanni ha pochi soldi e non conosce nessuno che conti nel mondo del cinema. Ma non ha intenzione di aspettare. Vende la sua collezione di francobolli e compra una piccola cinepresa Super 8. Con pochi mezzi e alcuni amici come attori, comincia a filmare il mondo che conosce: i giovani della sua generazione, le loro discussioni politiche, le loro paure e la difficoltà di trovare il proprio posto nella società.

Davanti alla macchina da presa veste spesso i panni di Michele Apicella, un giovane nervoso, ironico e pieno di dubbi. Michele non è certo un eroe: parla molto, critica gli altri e si arrabbia facilmente. Vorrebbe cambiare il mondo, ma non sa sempre da dove cominciare.

Questo personaggio ritorna in diversi suoi film, fino a Palombella rossa, nel 1989. Moretti interpreta un politico comunista colpito da amnesia e impegnato in una partita di pallanuoto. In piscina finiscono così per incontrarsi le due grandi passioni della sua giovinezza: lo sport e la politica. Attraverso Michele Apicella, Nanni Moretti racconta un po’ sé stesso e molto dell’Italia. Per lui le parole contano, e contano moltissimo. Non sopporta né i discorsi vuoti né chi parla senza riflettere.
In Palombella rossa, Michele Apicella grida una frase diventata uno dei simboli del suo cinema « Le parole sono importanti! »

Nel 1986, Nanni Moretti fonda insieme al suo produttore Angelo Barbagallo la casa di produzione Sacher Film. Cinque anni dopo, i due rilevano una vecchia sala cinematografica nel quartiere romano di Trastevere. Il 1° novembre 1991, il Cinema Nuovo Sacher apre i battenti. Il nome è un omaggio alla Sachertorte, il celebre dolce al cioccolato austriaco di cui Moretti va matto e che era già comparso in una scena diventata di culto del film Bianca.

Con questa sala, Moretti non vuole limitarsi a proiettare i propri film. Vuole anche difendere le opere che ama, far conoscere nuovi registi e preservare un certo modo di fare e vivere il cinema. Girare film non gli basta: vuole anche offrire loro uno schermo.

Poco alla volta, Nanni Moretti comincia a raccontare la propria vita in modo sempre più diretto. Nel 1993, con Caro diario, smette di nascondersi dietro il personaggio di Michele Apicella. Ora è semplicemente Nanni. In sella alla sua Vespa attraversa una Roma quasi deserta, osserva i palazzi, le strade e le persone, visita le isole Eolie e racconta anche la sua malattia e l’odissea affrontata prima di ricevere la diagnosi giusta.

Il film ha la forma di un vero diario intimo: mescola momenti comici e dolorosi, le cose che ama e quelle che lo irritano. La sua vita si fa cinema e il cinema diventa il suo diario.

A distanza di qualche anno, riprende il filo del suo diario con Aprile. Il film si apre nel 1994, quando Silvio Berlusconi vince le elezioni politiche. Nanni Moretti guarda con preoccupazione a quell’Italia che sta cambiando. Davanti a un dibattito televisivo, implora il leader della sinistra Massimo D’Alema di reagire: « D’Alema, di’ qualcosa di sinistra! »

Ma proprio mentre cerca di raccontare i cambiamenti che stanno sconvolgendo il suo paese, anche la sua vita privata prende una nuova direzione: la sua compagna aspetta un bambino. Quando suo figlio Pietro nasce, nell’aprile del 1996, il dibattito politico non scompare, ma deve ormai fare spazio ai biberon, ai pannolini e alle preoccupazioni di un giovane padre. Aprile racconta proprio questo: un uomo che cerca di capire il proprio paese mentre impara a essere padre.

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Nel 2001, con La stanza del figlio, Nanni Moretti affronta una storia molto più dolorosa. Interpreta Giovanni, uno psicoanalista che vive in una tranquilla città insieme alla moglie e ai due figli. La famiglia sembra felice e la vita scorre tranquilla. Poi, un giorno, suo figlio Andrea muore durante un’immersione subacquea.

Da quel momento tutto cambia. La casa è sempre la stessa, ma ora il silenzio riempie ogni stanza. Il padre è tormentato dai sensi di colpa. La madre cerca un modo per andare avanti. La sorella non riesce a esprimere il proprio dolore. La stanza del figlio vince la Palma d’oro al Festival di Cannes. È il riconoscimento più importante della carriera di Moretti.

Un anno più tardi, Nanni Moretti entra direttamente nel dibattito politico italiano.

Il 2 febbraio 2002, durante una manifestazione organizzata a Roma contro il governo Berlusconi, sale sul palco a Piazza Navona e improvvisa un discorso durissimo. Attacca Silvio Berlusconi, ma anche i leader del centrosinistra, che considera incapaci di contrastarlo. Pronuncia allora un’altra frase destinata a diventare celebre:

« Con questi dirigenti non vinceremo mai. »

Nel 2006 torna a parlare di Silvio Berlusconi attraverso il cinema, con Il caimano. Il film racconta la storia di Bruno Bonomo, un produttore in crisi che cerca di realizzare un’opera dedicata all’ascesa politica e mediatica di Berlusconi. Attraverso questa vicenda, Moretti non critica soltanto un uomo: mostra anche il sistema che gli ruota attorno e il modo in cui ha trasformato la società italiana.

Il caimano esce nelle sale italiane a poche settimane dalle elezioni politiche del 2006 e suscita immediatamente un acceso dibattito. C’è persino chi gli attribuisce una certa influenza sull’esito delle elezioni. È impossibile dimostrarlo. Una cosa, però, è certa: il film porta Berlusconi al centro del dibattito cinematografico e politico italiano.

In Habemus Papam, uscito nel 2011, Nanni Moretti torna a raccontare un uomo fuori dal comune che teme di non essere all’altezza: il papa. Moretti interpreta uno psicoanalista chiamato in gran segreto in Vaticano per aiutare il pontefice appena eletto, paralizzato dai dubbi e dalla paura di assumersi la responsabilità del suo nuovo ruolo.

Nei film successivi, tra cui Mia madre e Il sol dell’avvenire, Nanni Moretti continua a interrogarsi sugli stessi temi: la famiglia, la politica, la malattia, il tempo che passa e il posto occupato dal cinema nelle nostre vite.

Da più di cinquant’anni fa la stessa cosa, con la stessa gioia: prende la cinepresa e racconta se stesso. E così facendo, racconta un po’ tutti noi.
I suoi film ci ricordano una cosa bellissima: non serve avere tutte le risposte. L’importante è continuare a farsi domande, con curiosità e con un sorriso.
Perché alla fine, aveva proprio ragione lui: « Le parole sono importanti! »

Une video pour en savoir plus

Écoutez cette interview datée du 16 avril 2023 où Nanni Moretti présente la sortie de son film dans l’émission de la RAI Che tempo fa ? C’est bon pour la compréhension. Plus vous entendrez de l’italien, plus vous familiariserez votre oreille aux sons italiens, très différents du français.

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