Roberto Saviano, una vita di lotta contro la mafia

La letteratura può essere un atto eroico? Per Roberto Saviano, scrittore e giornalista italiano nato a Napoli nel 1979, la risposta è senza dubbio SÌ. A soli 26 anni, pubblica il libro Gomorra, un’inchiesta sconvolgente sulla mafia napoletana, nota come Camorra. Quest’opera, tra letteratura e giornalismo, cambia per sempre la sua vita, trasformando Saviano in un simbolo internazionale della lotta contro la criminalità organizzata. Scoprite come questo giovane napoletano è diventato una delle voci italiane più influenti e coraggiose d’Italia… Vi propongo anche un’intervista completa in italiano con un quiz per provare la vostra comprensione (livello avanzato).
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Roberto Saviano : una vita di lotta contro la mafia
Roberto Saviano: infanzia e presa di coscienza di fronte alla Camorra
Roberto Saviano nasce a Napoli il 22 settembre 1979 in una famiglia benestante: il padre è medico e la madre insegnante. Cresce in Campania, una regione profondamente segnata dal potere mafioso della Camorra. Fin da giovane, Saviano si rende conto degli effetti devastanti della criminalità organizzata sulla sua città natale. Studente brillante, si laurea in Filosofia all’Università Federico II di Napoli, dove sviluppa una forte passione per il pensiero critico e l’investigazione giornalistica.
Già nei primi anni 2000 collabora con giornali prestigiosi come L’Espresso e La Repubblica. Conduce indagini incessanti, raccogliendo testimonianze e documenti direttamente sul campo, per descrivere con autenticità i meccanismi e le devastazioni causate dalla Camorra.
«Gomorra»: una bomba letteraria che svela la mafia
Pubblicato in Italia nella primavera del 2006, Gomorra (sottotitolo Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra) è una miscela esplosiva di reportage, testimonianza e analisi sociologica. Saviano racconta Napoli e la sua regione, dominate dalla criminalità dei clan mafiosi tra guerre sanguinose e traffici di ogni genere (contraffazione, droga, armi, rifiuti tossici).
L’opera svela minuziosamente il funzionamento interno della Camorra: i suoi rituali, la sua influenza sull’economia locale e internazionale e la portata sorprendente delle sue attività, dall’Andalusia ai porti della Cina. In filigrana, il giovane autore dipinge il ritratto di una società napoletana tenuta in ostaggio, dove la paura è onnipresente, ma dove resistono ancora piccole isole di resistenza. Lo stile è incisivo, crudo, senza compromessi; la narrazione avvince come un romanzo noir, ma si basa su fatti assolutamente reali.
Un successo internazionale e una condanna
Il successo di Gomorra è travolgente. Il libro vende milioni di copie ed è tradotto in più di 40 lingue, proiettando Saviano allo status di fenomeno letterario internazionale. Nel 2009, le copie vendute nel mondo sono già 10 milioni. In Italia, l’impatto è così forte che l’espressione «effetto Gomorra» entra nel linguaggio comune per indicare la presa di coscienza generale di fronte alla Camorra.
L’opera è presto adattata in diverse forme: una versione teatrale co-scritta dallo stesso Saviano, un film diretto da Matteo Garrone (Gran Premio al Festival di Cannes 2008) e poi una serie televisiva di grande successo trasmessa a partire dal 2014. Mai prima di allora un racconto sulla mafia napoletana aveva avuto una simile risonanza mediatica.
Ma questo trionfo letterario ha un risvolto tragico: la Camorra, svelata e umiliata da Gomorra, decide di farla pagare al suo autore. Le prime minacce arrivano rapidamente. Poche settimane dopo la pubblicazione, nella cassetta delle lettere della madre di Saviano viene infilato un volantino anonimo con la foto di Roberto, una pistola puntata alla tempia e la parola CONDANNATO in lettere maiuscole. La sentenza dei clan è chiara: Saviano ha firmato la sua condanna a morte.
Nell’autunno del 2006, le testimonianze di alcuni pentiti confermano che il clan camorristico dei Casalesi prepara il suo assassinio. Lo Stato italiano interviene d’urgenza: da ottobre 2006, il giovane scrittore vive sotto scorta permanente. Roberto Saviano ha perso la libertà di muoversi liberamente, ma ha « guadagnato » una causa per cui combattere per il resto della vita.
Roberto Saviano: vita quotidiana sotto scorta
Dal 2006, la quotidianità di Roberto Saviano è quella di un uomo sotto stretta sorveglianza. Lo scrittore vive costantemente scortato da guardie del corpo armate, cambia regolarmente la propria residenza e limita le sue apparizioni pubbliche allo stretto necessario. Non può più passeggiare in anonimato per le strade della sua amata Napoli, né bere tranquillamente un caffè seduto al tavolino di un bar.
«È un’esistenza da reietto», dirà più tardi, con lucida consapevolezza della sua condizione di esiliato interno. Attraverso il fumetto autobiografico Sono ancora vivo (pubblicato nel 2021), Saviano racconta questa strana vita in una gabbia dorata, dove ogni spostamento assomiglia a un’operazione militare e si impara a diffidare di chiunque. Il titolo dell’opera afferma con forza la sua volontà di non farsi ridurre al silenzio, malgrado l’isolamento.
«Non posso più andare dove voglio, quando voglio. Non posso più vedere chi voglio, quando voglio», confessa spesso nelle sue interviste. Ha persino vissuto diversi anni a New York cercando di ritrovare una parvenza di normalità. Definisce questa situazione come una «prigione senza sbarre».
Saviano, un uomo libero nonostante tutto
Nonostante queste restrizioni, Saviano si rifiuta di tacere. Continua a parlare nei media e a denunciare i legami tra mafia e potere. Le sue posizioni schiette gli hanno attirato anche qualche antipatia politica: nel 2018, un ministro dell’Interno italiano, irritato dalle sue critiche, propose addirittura pubblicamente di togliergli la scorta, una provocazione fortunatamente rimasta senza seguito.
Saviano è consapevole del pericolo costante che lo circonda, ma vi si è rassegnato senza cedere alla paura. «Se dovessi rifarlo, non so se avrei il coraggio, ma ora che è fatto, devo andare fino in fondo», ha dichiarato in sostanza. Questa determinazione suscita rispetto e ammirazione in molti italiani, che vedono in lui la prova vivente di come un intellettuale possa davvero scuotere il potere mafioso.
Le altre opere imprescindibili di Roberto Saviano
Nonostante le continue minacce, Roberto Saviano prosegue il suo impegno attraverso la scrittura, pubblicando numerose opere che esplorano diversi aspetti della criminalità:
- La bellezza e l’inferno (2010): una raccolta di articoli impegnati, premiata con il Premio del Libro Europeo, in cui denuncia la corruzione e la violenza mafiosa.
- ZeroZeroZero (2013): un’inchiesta approfondita sul traffico globale di cocaina, dal Messico alle banche europee, adattata con successo in una serie televisiva.
- La paranza dei bambini (2016) e il suo seguito Bacio feroce (2017): romanzi incisivi sui giovani gang napoletani, che oscillano tra cruda realtà e coinvolgente finzione. Questi racconti sono accolti con entusiasmo e adattati cinematograficamente nel 2019.
- Sono ancora vivo (2021): il già citato fumetto autobiografico che illustra la sua vita sotto scorta, tra solitudine e speranza.
Attraverso i suoi scritti, Saviano continua a illuminare la realtà violenta, complessa e spesso invisibile della mafia, offrendo ai lettori una prospettiva profondamente umana e illuminata.
Giovanni Falcone: un modello di coraggio raccontato da Saviano
Nel 2022, Roberto Saviano pubblica un romanzo dedicato a Giovanni Falcone, figura emblematica della lotta antimafia in Italia. In questo libro, pubblicato in Francia da Gallimard, Saviano ripercorre gli ultimi anni di vita del giudice Falcone, assassinato dalla Cosa Nostra nel 1992. Tracciando il ritratto di quest’uomo eroico, rende omaggio a tutti coloro che, come lui, hanno affrontato il crimine organizzato a costo della vita.
L’opera va oltre la semplice biografia, offrendo un’analisi dettagliata della società siciliana degli anni ’80 e dei meccanismi mafiosi. Falcone è descritto da Saviano come una figura imprescindibile e tragica della lotta contro la mafia italiana. Attraverso il suo lavoro da giudice a Palermo, Falcone ha demolito le illusioni romantiche attorno alla mafia siciliana, rivelando che non era più un semplice affare di famiglie rurali, ma una potente organizzazione economica profondamente legata al potere e alla finanza.
Il suo metodo rivoluzionario consisteva nel «seguire l’odore dei soldi», tracciando i flussi finanziari per risalire alle strutture criminali. Questa strategia, considerata sovversiva all’epoca, gli procurò rispetto e ostilità, anche nella sua stessa istituzione. Isolato, ostacolato nella carriera e invidiato dai colleghi, non smise mai di credere nella legge come ultima difesa contro la corruzione. Il 23 maggio 1992, Falcone viene assassinato insieme alla moglie, la magistrata Francesca Morvillo, e alla sua scorta in un attentato esplosivo talmente potente da far registrare scosse sismiche in Sicilia: un terremoto simbolico che segnò la fine di un’epoca e il fallimento di uno Stato incapace di proteggere i suoi migliori servitori. Ancora oggi, Falcone incarna il coraggio lucido davanti al potere mafioso.
« Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso muore una volta sola! »
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Tester sa compréhension avec la vidéo
Pour les apprenants avancés
Regardez et surtout écoutez cette interview de Roberto Saviano dans le cadre de l’émission disponible sur Youtube Breaking italy night dont je vous invite à retrouver le reste du contenu à cette adresse www.youtube.com/user/breakingitaly
Les questions portent sur la première heure de l’interview. Je conseille évidemment aux plus avancés d’entre-vous d’écouter l’intégralité de l’émission et de me dire dans les commentaires ce que vous retenez de cette interview sans détour, sans langue de bois…
Vous avez écouté cette interview très intéressante de Roberto Saviano ? Testez votre compréhension en répondant au quiz que nous vous avons préparé et partagez vos résultats dans les commentaires ! Ne vous privez pas de mettre le quiz en plein écran et de couper la musique si elle vous empêche de vous concentrer… c’est en bas à droite 😉
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Bonjour,
Merci beaucoup pour cet article très intéressant et instructif.
J’ai beaucoup apprécié la formule bilingue de ce texte difficile (de mon point de vue), sur un sujet délicat et dense.
J’ai noté les mots et les structures de phrases nouveaux pour moi.
Concernant la video, je suis loin d’avoir tout saisi car beaucoup de vocabulaire nouveau. De plus, les personnes parlaient avec vivacité et peut être avec un certain accent ?
7/10 au quizz : pour répondre j’ai plutôt utilisé ma jugeotte que ma compréhension de l’interview.😉
Grazie Ricardo e buona domenica a tutti.
buongiorno !
Una notizia molto interessante, un uomo colto, coraggioso e….con una pronuncia e accento comprensibili.
Se siete curiosi, potete ascoltare altre interviste diverse di lui su you tube
e anche una canzone di Fabrizio Moro chiamata « Pensa » che volevo condividere. Ecco !
Buona giornata !
Laurence L